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"I M P E R T I N E N T E" by Piero Sampiero

Non scandalizzarti se non di te stesso (Mino Maccari) Il contrario di quel che dico mi seduce come un mondo favoloso (Leo Longanesi)

C’è un magistrato, collocato fuori ruolo presso l’Agicom con uno stipendio 390 mila euro l’anno, viene portato ad esempio di correttezza e virtù civiche dal settimanale ‘Panorama’, perché ha rinunciato al suo stipendio di consigliere del Tar da 7 mila euro al mese, facendo presente di non sentirsela di percepire due stipendi in un momento di crisi del paese (!)

Ma, i giornali, berlusconiani o no, possono consentirsi tanta insulsaggine nei confronti dei lettori, evidentemente ritenuti tutti degli imbecilli ?

Il gesto di quel giudice non dovrebbe essere ritenuto normale? E chi lo sostituirà nel suo lavoro principale? E perché possono essere consentiti altri incarichi retribuiti a funzionari dello stato o ad alcuni di loro?

Il distacco di quel magistrato, e di tutti gli altri nella stessa condizione, regolarmente autorizzati dal consiglio superiore della magistratura, quanto viene a pesare sul buon funzionamento della giustizia e la buona gestione del debito pubblico nei casi di doppi o tripli emolumenti?ave

Che fare?

Sono scettico sulle possibilità di reale cambiamento del sistema.

Ma che strade abbiamo per cambiare?

Intanto cerchiamo di modificare la legge elettorale partendo dalla società civile.


Fondamentale è rendersi conto che la partitocrazia non ha confini né a destra né a sinistra.


I programmi di rinnovamento da qualunque parte vengano devono essere resi credibili anche dal comportamento di chi li propone.


Quel che vedo è esattamente il contrario.


Se i rappresentanti delle istituzioni rinunciassero a farsi ritrarre in atteggiamenti, che suonano offesa alla tanta gente in difficoltà economiche gravi, non sarebbe un piccolo segnale positivo?


Che cosa vediamo invece?


Politici che s’inseriscono a pieno titolo nello star system e che del popolo se ne stropicciano altamente.


Ci vuol molto a capire che la casta non soffre eccezioni. Non illudiamoci di avere risposte serie ai problemi del paese da questa classe politica.ct06_galantara_asino

Può darsi che sia sostanzialmente un reazionario, ma credo che sia meglio, se proprio dobbiamo avere rappresentanti in parlamento, scegliere personaggi non nominati dalle segreterie delle cosche- partito, nel numero minimo indispensabile (e non calcolando fette di elettorato, come vorrebbe il tentennante Giuseppe Sartori, quasi eleggessimo capi bastone, che ci proteggono per il voto di scambio…), adottando l’ uninominale e, magari, il doppio turno, ammettendo candidati in possesso di alcuni indispensabili requisiti di etica pubblica ed anche, se permettete, …un minimo di stile.

Ditemi se la querelle sul presunto stalking del vicepresidente del fli ed i molluschi e le stelle marine, presunto oggetto di raccolta del presidente della camera, nelle acque proibite dell’isola di Giannutri, possano tranquillizzare l’opinione pubblica sulla validità del programma di rinnovamento sbandierato da ‘futuro e libertà’.

Io penso che le paginate di giornali sulle cadute di stile dei nostri uomini politici , tutti, beatamente, in spensierate vacanze di lusso,a spese del contribuente, mentre il popolo minuto annaspa e non sa più dove sbattere la testa per far fronte alle nuove imposizioni fiscali, aumentino la diffidenza e l’indignazione dei cittadini nei confronti di ”tutta la casta”, senz’esclusione alcuna, nonostante le raccomandazioni del capo dello stato a non fare di tutt’erba un fascio e buone soltanto a rassicurare la partitocrazia imperante.

Avevano ragione Podrecca e Galantara a raffigurare nell’Asino le mille ingiustizie, che dividono i privilegiati della politica politicante dai poveri e sempre bastonati governati, sottolineate dal Carducci ne:

‘L’asino, o vero dell’ideale’

Oltre la siepe, o antico paziente,
de l’odoroso biancospino fiorito,
che guardi tra i sambuchi a l’oriente
con l’accesa pupilla inumidita?”
Io non guardo all’oriente, o poeta, ma guardo al mondo che è del tutto… disorientato.
Guardo a questa matta popolazione di asini divisa in due categorie:
Gli asini da soma; e gli asini d’oro,
I primi vanno ai campi; i secondi stanno alla greppia.
I primi portano la farina; i secondi…la mangiano!
Guardo al fenomeno curioso, e ne penso la causa: perché tutto ciò?
Perché i primi hanno il basto; e i secondi…il bastone.
Oh vivaddio…basta!Io, nato fra gli asini da soma, non
Penso l’ardente Arabia e i padiglioni di Giob,
ma penso, per Giobbe! che è ora di finirla, e col primo vagito mando un raglio di ribellione:
compagni di fatica! sprangate a calci a destra, a sinistra…e al centro!
Buttate il basto! e frantumate il bastone!
Per tutti la fatica! per tutti la farina!
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A leggere i commenti sulla manovra e sulle prospettive economiche di tanti presuntuosi professorini da strapazzo, magari eccellenti ragionieri muniti di laurea Cepu, i quali si piccano di sapere e d’insegnare, ore rotundo, alla plebaglia incolta, la verità prossima ventura su banche e banchieri, viene acuta la nostalgia della semplicità e della chiarezza, della solida cultura e dell’ironia, unite ad umiltà e lungimiranza dell’ ‘imperfetto’ ,ma insostituibile maestro Sergio Ricossa, che, di fronte alla patetica compunzione di certi aspiranti stregoni, avrebbe consigliato loro più studio e maggior modestia, per evitare, prima o poi, di essere sepolti da omeriche risate, coram populo.idiozie

8-2900125_201x113Il fascino di Anne Sinclair è contro tutti gli stereotipi della modernità: lascia stupefatti il suo comportamento, per nulla prevedibile, scontato, incline all’umore delle masse o ai tic della donna in carriera, libera di scaricare il marito, coprendolo di contumelie ed intimandogli il divorzio miliardario, per apparire libera, femminista, capace d’imporre la sua volontà a dispetto del Potere.

Viene alla mente la cruenta separazione di SarKo’ dalla moglie, ormai trapiantatasi in Svizzera, alla viglia d’impalmare l’esangue, radical chic, modella, cantante con la chitarra ed italiana snob Carla Bruni.

Fu uno scandalo, non tanto per i legami pericolosi che entrambi avevano intrecciato con partner del tutto privi di carisma, quanto per l’assoluta mancanza di stile presidenziale…

Quel che colpisce in Lady Strauss-Kahn è la sua discrezione, la consapevolezza di essere sempre all’altezza delle circostanze, sia quando il marito rivestiva il ruolo importante di direttore del FMI e lei continuava tranquillamente il suo lavoro di giornalista brillante e di osservatrice, attenta degli avvenimenti dal suo celebre blog di commenti ed opinioni sui personaggi alla ribalta, sia nel rovescio della fortuna del marito, già in corsa per le prossime presidenziali francesi, un’ ascesa quasi del tutto compromessa per la disgraziata disavventura con la famosa cameriera d’hotel.

Una volta l’aplomb, l’understatement, il senso della misura e la capacità di gestire gli avvenimenti pericolosi, sconcertanti, inaspettati, insidiosi era appannaggio di pochi uomini lucidi, coraggiosi, sprezzanti del rischio e pronti a tutto per vincere o resistere al nemico.

Nella vicenda giudiziaria americana la prospettiva si è capovolta: accanto ad un Dominique grigio ed impaurito, non c’erano solo i suoi avvocati, impegnati nella difficile recita di una presunta diffamazione, ma soprattutto una donna matura ed elegante, determinata e seducente nella sua regale compostezza di antica dama romana, uno spiccato temperamento, arricchito da lampi di sobria sensualità e vivace intelligenza , espressività di sentimenti ben radicati e forza di carattere, che comunicavano al mondo dei media quella frase semplice ed incontrovertibile rivolta al suo uomo” Ubi tu Caius, ego ibi Caia”.

Parole da secoli dimenticate, triturate, polverizzate, disprezzate dal trend della femmina moderna, sintomo inequivocabile d’insicurezza e perdita d’identità.

In tutti i mesi della travagliata storia sull’accertamento della verità processuale, non c’ è mai stato un attimo di debolezza, una pur piccola defaillance, il minimo tentennamento.

Per Anne il marito era al di sopra di ogni sospetto di violenza, di ogni accusa infamante.

Era innocente e doveva essere assolto: la sua immagine di uomo pubblico andava ricomposta e il suo pedigree di politico di razza non doveva essere compromesso da basse imputazioni: con una moglie come lei, bella, attraente, dotata di glamour e di quell’aura di superiorità, derivante dalla ricchezza familiare risalente nel tempo, fino al nonno paterno, esemplare figura dell’intraprendente borghesia del secolo scorso, nutrita di buon gusto e senso appropriato degli affari, amante del progresso, ma allo stesso tempo distante dallo spirito rivoluzionario e giacobino, con una visione moderata dei rapporti di classe, chi avrebbe potuto dubitare delle sue dichiarazioni d’innocenza?

In tutta evidenza, dopo che il verdetto favorevole ha posto fine alla querelle sul piano processuale, la vittoria è stata, soprattutto, di questa nuova lady di ferro, addolcita nei tratti e nelle movenze da una grazia squisitamente francese.

Chi potrebbe vantare, dopo una spinosa battaglia scandalistica, il sessanta percento delle simpatie popolari, come acclarato dai sondaggi per la bella e tosta, nonostante le sue primavere, Anne ? La carriera del coniuge sul piano politico è probabilmente al declino, ma all’orizzonte delle prossime elezioni presidenziali in terra di Francia, c’è chi punta sull’astro nascente di Lady Sinclair, forse non solo à gauche…

L’Europa traballa un po’ dappertutto, con leader affaticati e in grave difficoltà in vari paesi del vecchio continente. I governanti esibiscono sicumera e presunzione, ma sono boxer suonati al confronto di alcune donne di polso emergenti.

Peccato che l’Italia non vanti che donnette replicanti i soliti slogan mandati a memoria, e pronte a qualsiasi compromesso per procurarsi la dote fatidica.107408221-118881_201x113

L’apologia della delazione fiscale del ministro e il suo sarcasmo nell’affermare che s’incrementeranno rapine e sequestri a danno dei più ricchi sono una ben misera autodifesa.
Dietro il sorrisino di autosufficienza del giulivo Giulietto nazionale, Colbert in sedicesimo, si nasconde molta insicurezza sulle sorti sue e del governo.
Quelli destinati a pagare più tasse sono ancora i ceti medio- piccoli; e le società di comodo saranno sempre un rebus , senza una seria riforma fiscale.
Insomma siamo al battage pubblicitario per nascondere una grave ed irreparabile impotenza a riformare il sistema e a superare la demagogia.jacovitti03

Mi ha colpito per la sua profondità, il pensiero di Marcel Aymé su L.F Céline in un vecchio saggio , riconosciuto dalla moglie di quest’ultimo come uno dei migliori ritratti dell’autore del ‘Viaggio al termine della notte‘.
Così scrive il pur celebre biografo Aymé:


Per ciò che riguarda il suo giudizio, le sue opinioni letterarie, estetiche, politiche etc. (a dire il vero considerava la politica una materia fluttuante, bassamente organica, un assoggettamento della società ai propri stessi rifiuti, ed essa non lo interessava che mediocremente), mostrava egualmente un grande vigore combattivo, e non era l’uomo da arrivare a compromessi per far piacere all’interlocutore, anche se quest’ultimo fosse un amico. Questa spiccata dirittura morale favoriva in lui una generosità di spirito che gli esegeti non hanno ancora messo abbastanza in luce nella sua opera, ma che si è manifestata sempre lungo il corso della sua vita. Amava l’amicizia, e ha sempre dimostrato una rara fedeltà nei suoi affetti.

(…)

Dire che era, fisicamente e moralmente, una forza della natura è poco, poiché la sua forza organizzata era quella di un uomo che si era dato uno stretto autocontrollo, e che viveva in una stretta disciplina, forgiata da lui stesso. Non gli ho conosciuto che una debolezza, la collera, alla quale arrivava ad abbandonarsi. Nulla in quest’uomo, nulla nella sua conversazione, piena di salute, di gaiezza e di brio, brillante come le migliori pagine del Voyage, nulla può veramente richiamare l’idea della nausea. La natura aveva fatto di lui un lottatore, dandogli un’esuberanza di forza, volontà e potenza su se stesso, e la sua opera letteraria è quella di un lottatore. Prendiamo atto che in lui, l’incontro tra il poeta e il medico è stato di importanza capitale, e ha diretto la sua opera. […] La pratica della medicina e la visione delle migliaia di miserie umane in un dispensario di periferia, hanno ravvivato, o quantomeno affinato in Céline un senso, probabilmente innato; il senso del peccato, ma non contro la divinità, ma contro l’uomo. Le sue più grandi collere, le ho viste scatenarsi contro tutto ciò che riteneva conducente all’abbruttirsi dell’uomo, all’abbandono di se stesso: l’alcol, gli stupefacenti, l’abbuffarsi di cibo scadente, la sessualità sfrenata, il lusso, la miseria, le false barriere, la religione (ai suoi occhi, sembrava che i peccati contro la Chiesa, avvallassero i peccati contro l’uomo), le ipocrisie sociali e mondane che, sotto una copertura d’onestà, favorivano lo scatenarsi delle cattive intenzioni.No, non era la nausea che invadeva Céline allo spettacolo di una società accanita a distruggersi in ciascuno dei suoi individui. Era un odio robusto, potente l’odio di un nemico contro il quale non si sentiva totalmente disarmato per nulla, lui che aveva avuto la volontà di disciplinarsi e che pensava di fare un’opera meritoria nello spingere il naso di chiunque nella sua propria lordura.

Attira, nelle parole di Marcel non solo la lunga e appassionata visione dell’amicizia, ma anche la descrizione di un carattere umano che nonostante l’apparente fragilità assume la dimensione di un gigante in un mondo di pigmei. Una statura morale non condizionata né dalla religione dogmatica né dalla politica e dall’ideologia.

Quanti uomini virili nel senso preclaro del termine possiamo dire d’incontrare nella vita quotidiana.E’ un mondo di burattini, dove è impossibile distinguere la verità dalla finzione la libertà dalla schiavitù, l’orgoglio e la fierezza dalla miseria di chi è disposto a vendere tutto, anche gli affetti più cari pur di sopravvivere.

schiavi e servi_400C’è gente che, per l’abitudine a servire i potenti, come la ‘ Lumachella della vanagloria ‘ di Trilussa, pensa di scrivere la Storia e di potersi permettere qualsiasi arroganza. In realtà l’ignoranza e la maleducazione sono insopportabili per qualsiasi padrone, il quale, una volta servitosi delle piccole persone, se ne libera al più presto. Non s’illudano i servi di professione, privi di senso del ridicolo e condannati alla solitudine e al disprezzo, di poter ottenere il seppur minimo vantaggio dalla prosternazione al capo e dalla piaggeria.
L’insensibilità per il bello non si concilia con un minimo di autocritica ed autoironia e si accompagna spesso alla totale mancanza d’intelligenza.  Noi non accettiamo la politica politicante, per la quale nutriamo il massimo disgusto ed infine un’assoluta indifferenza.

Tutti a casa. Qui si respira un clima da 8 settembre. Altro che Governo. Queste sono manovre di pura sopravvivenza della casta.Ha ragione Martino nel dire che siamo in uno stadio pre-rivoluzionario: la nomenklatura pensa solo a rafforzare ( ?) lo stato di polizia, favorendo l’invidia sociale, la delazione fiscale, le misure contro la libertà del cittadino (l’utima trovata sta nell’aprire le chiavi dei profili Fb al ministero dell’interno senza plausibile motivo). ”L’idea che non trova posto a sedere” come scriveva Longanesi, fa la rivoluzione.1956-10-31_Stalin_Statue_Pulled_Down_Hungary

Il nuovo progetto di manovra fiscale con l’introduzione, fra l’altro, delle liste dei contribuenti in mano ai comuni è in tutto degno in tutto di un regime staliniano. Dov’è finito il partito delle libertà? Con quale faccia si presenta all’elettorato moderato?Siamo proprio alla deriva.Pronti ad essere divorati dal Leviatano.Vorrei sentire che ne pensa Antonio Martino e l’ultimo sparuto manipolo di sedicenti libertari.
Questa riforma è un insulto al cittadino, alla libertà della persona, alla sua dignità e privatezza.stalin (1)